Posto letto
Beef 2 e altro
Le velleità ti aiutano a dormire
quando i soldi sono troppi o troppo pochi
e non sei davvero ricco, né povero davvero,
nel posto letto che non paghi per intero
(I Cani, Velleità)
In Breve storia d’amore, debutto alla regia di Ludovica Rampoldi, Lea rompe per sbaglio una teca di vetro piena di formiche a casa di Rocco. Sbalzati fuori dal loro rifugio, dispersi per la casa, gli insetti iniziano a riunirsi in cerchi perfetti (i cosiddetti mulini) in cui restano a girare fino allo sfinimento. Incapaci di abitare la libertà, seguono una familiare logica di confine, anche se letale.
È la stessa inerzia che muove i personaggi di Beef 2, rinchiusi nel formicaio di un country club. C’è la coppia di mezzo, composta da Josh e Lindsay in pieno attrito, quella giovane di Ashley e Austin desiderosa di diventare come loro pur disprezzandoli, e quella anziana formata dalla signora Park e il Dr. Kim, ovvero le fondamenta di una gerarchia immutabile. Ogni generazione è attraversata dal risentimento e dall’impossibilità di uscire da certi schemi. L’immagine delle formiche in movimento, infatti, apre e chiude la stagione, nonostante per tutto il tempo i personaggi cerchino di ribaltare la struttura del formicaio. Tanto che, quando Josh schiaccia una formica (Ashley) sul tavolo, non fa altro che alimentare il sistema che vuole sconfiggere.
In uno spazio dove le risorse sono finite, se il movimento delle formiche si piega su se stesso, quello degli umani diventa scontro per la sopravvivenza. Richiama la spietatezza di Park Chan-wook in No other choice, in cui difendere il proprio “posto letto” significa calpestare l’altro pur di non scivolare fuori dallo schema. Questa lotta ossessiva per un centimetro di status, la stessa che vivono Josh e gli altri, è un’opzione migliore rispetto all’esclusione. L’aggressione permette di avere un bersaglio esterno quando quello reale è sistemico e inafferrabile.
La ferocia con cui questi personaggi delimitano i propri confini è l’unico modo per illudersi di avere il controllo, mentre in realtà si sta solo accelerando il passo verso l’esaurimento. Perché alla fine non è l’assenza di un’identità a spaventare, ma la scoperta di non poterne avere una fuori da quel mulino.
Dimmi come ti senti/cosa cerchi e ti consiglio un film o una serie
In questo vocale rispondo ad uno dei vostri messaggi (i mittenti resteranno anonimi).
« Pianifico al millimetro il mio tempo libero perché ne ho poco e voglio fare molte cose, ma così facendo ho anche l’impressione di lavorare sempre »
Grazie e al prossimo martedì :)
Elisa
